Cabaret burlesque

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Agor

Quando la seduzione incontra l'ironia

Lustrini, ventagli, boa di struzzo e bustini. Un pianoforte, un contrabbasso, la batteria e una tromba.
Infine tre donne, molto diverse, che cantano, ballano, si spogliano senza svestirsi con ironia e sensualità. Sono gli anni ruggenti del varietà. E' il nostro Cabaret Burlesque che attraverso citazioni, rivisitazioni, musica e video vuole ridare vita, attualizzandolo, a un genere che ha divertito e riempito le sale teatrali di tre continenti.

Immagina una sera a teatro.

Lustrini, ventagli, boa di struzzo e bustini.

Un capocomico con paglietta e giacca di paillette, che esplora il suo catastrofico rapporto con l'altro sesso.

Un pianoforte, un contrabbasso, la batteria e una tromba che ricreano le note di pezzi culto che vanno dai primi anni del novecento con Gigolette fino agli anni settanta con Fever, passando da "Why don't you do right" (nella versione di Peggy Lee) a "Camminando sotto la pioggia" di Gigliola Cinquetti. Infine tre donne, molto diverse, che cantano, ballano, si spogliano senza svestirsi con ironia e sensualità portando la trasgressione lontana dalla volgarità a cui troppo spesso ci hanno abituati.

Sono gli anni ruggenti del varietà, come ha scritto qualcuno; l'essenza di uno spettacolo mai banale come hanno scritto altri. E' il nostro Cabaret Burlesque che attraverso citazioni, rivisitazioni, musica e video non vuole fare un resoconto filologico di ciò che è stato il movimento, ma semplicemente ridare vita, attualizzandolo, un genere che ha divertito e riempito le sale teatrali di tre continenti, e che sta tornando in auge proprio per il suo modo di essere parodia fine a se stessa, senza la pretesa di insegnare al pubblico alcunchè, ma di condividere una magica serata un po' vecchio stile, di riconquistare sapori di cui ci stiamo dimenticando.

con la partecipazione di Eve La Plume, Alessandro Barbini, Susanna Gozzetti, Cecilia Vecchio Burlesque's Band: Federico Sirianni, Roberto Nappi Calcagno, Paolo Marasso, Federico Branca Bonelli ideazione e regia: Elisa D'Andrea testi: Alessandro Barbini arrangiamenti: Mirko Barbieri e Federico Sirianni costumi: Neva Viale video: Guido Affini assistente ai costumi, oggetti di scena: Erika Sambiase consulenza artistica: Marina Petrillo direzione tecnica: Massimo Calcagno sarta: Marisa Mantero

La compagnia

'EVE LA PLUME, REGINA DEL BURLESQUE
Eve si è ormai conquistata il posto come la più importante performer italiana di Burlesque, grazie al suo erotismo sottile, condito da verve, ironia e soprattutto da tanto stile ed eleganza. Come uscita da un quadro di Toulouse-Lautrec, Eve, tra le prime in Italia a dare vita al new burlesque, ci accompagna nella Parigi dei primi anni del secolo scorso. Le numerose partecipazioni televisive, dal Chiambretti Night fino Alle falde del Kilimangiaro, nonchè la sua partecipazione al Summer Jamboree o a Il Ballo del Doge del Carnevale di Venezia, l'hanno resa famosa anche tra il grande pubblico. Eve ammicca, sorride, seduce. Assolutamente divina.
NOTE DI REGIA
Mi sono ispirata molto ad un'intervista di Aldo Trionfo, che diceva: "sono paillette non solo le paillette vere e proprie, sono paillette anche le vetrine delle nostre strade, che danno l'impressione di una società ricca; sono paillette le nostre autostrade che danno l'impressione di unire centri siderurgici incredibili e che invece uniscono un nulla a un altro nulla e poi non esistono materiali nobili e materiali non nobili, dipende dall'uso che ne fai. Un certo tipo di spettacolo ha sempre suscitato il disprezzo da parte di alcuni intellettuali del teatro, ma credo che l'anima si possa intravedere anche sotto vari strati di trucco; ci siamo mascherati e abbiamo giocato, ma non ci siamo certo tirati indietro nel dare al pubblico tutto ciò che avevamo da raccontare.In un anno di lavoro, abbiamo realizzato tre allestimenti diversi e ci siamo esibiti una volta al mese, questo ha dato grande spessore ai personaggi, collaudato e rafforzato una struttura all'interno della quale ci muoviamo con sempre maggiore libertà creativa, permesso dimettere insieme un repertorio molto vasto e di affinare e rifinire con grande cura lo spettacolo dal punto di vista dell'immagine.

Elisa D'Andrea

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