2984

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2984

Aldo Ottobrino e Marina Remi interpretano con intensità la ribelle storia d'amore tra Winston e Julia, mentre Enrico Campanati presta il volto all'ambiguo O'Brien.

Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e ne mette in evidenza gli aspetti più attuali. La regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente potenza delle pagine del libro, mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo.

Protagonista della storia è Winston Smith, interpretato da Aldo Ottobrino, che vive in un mondo dominato dai ministeri dell'Amore, dell'Abbondanza, della Verità e della Pace. Per le strade di questa Londra da incubo risuonano gli slogan La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L'ignoranza è forza. Nella messa in scena tutto ricorda sinistramente il nostro tempo, il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta, è estremamente reale e attuale.
Aldo Ottobrino e Marina Remi interpretano con intensità la ribelle storia d'amore tra Winston e Julia, mentre Enrico Campanati presta il volto all'ambiguo O'Brien.
Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e ne mette in evidenza gli aspetti più attuali. La regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente potenza delle pagine del libro, mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo. George Orwell intervista su ''1984''

di Enrico Remmert e Luca Ragagnin tratto da 1984 di George Orwell

regia Emanuele Conte


con Aldo Ottobrino, Marina Remi, Enrico Campanati, Gianni Masella, Pietro Fabbri, Luca Ferri, Sara Nomellini

si ringrazia per la video-partecipazione Enrico Ghezzi


regista assistente Gianni Masella

luci Tiziano Scali

video art Gregorio Giannotta

regia video Luca Riccio

musiche degli Einsturzende Neubauten a cura di Tiziano Scali

impianto scenico Luigi Ferrando

attrezzeria Renza Tarantino

interventi video e voce Pietro Fabbri, Carla Buttarazzi, Alice Scano, Antonio Zavatteri

collaborano al progetto Amedeo Romeo e Bruno Cereseto

direttore tecnico Roberto D'Aversa

capo elettricista Danilo Deiana

macchinisti Marco Lubrano, Carlo Garrone

La compagnia

RASSEGNA STAMPA

E' una somma di momenti di una tristezza ossessiva e di una forza inesorabile. Il ritmo è scandito, non lascia varchi, non c'è una pausa ed è giusto così. Ci sono scene in cui anzi si soffre insieme ai (bravissimi) attori. E' un teatro della crudeltà che colpisce nel segno, fa indignare, fa star male e muove pensieri. Fuori dal tempo e dallo spazio, eppur così contemporaneo.
Raffaella Grassi (IL SECOLO XIX)

Il Teatro della Tosse con "2984" è a una svolta perchè Emanuele Conte dirige uno spettacolo maturo, che rinnova la tradizione rimanendo fedele al coraggio all'audacia che hanno sempre contraddistinto la compagnia fondata da suo padre Tonino e da Emanuele Luzzati. Questo è il vero Grande Fratello, inventato dallo scrittore inglese nel 1948per dimostrare i rischi del totalitarismo. Un tema che nelle mani diConte scivola piuttosto verso un'analisi delle tecniche sottili con cuiil potere riesce a influenzare fino al plagio, ogni singolo individuo.
Eliana Quattrini (IL CORRIERE MERCANTILE)

Utopia è agli antipodi, questo mondo irregimentato (come accade un po' per Metropolis e un po' con Blade Runner, per offrire due paragoni congrui) non offre spazi di libertà: la trappola di Whilem Reich (L'assassinio di Cristo) è perfettamente collaudata. televisori ovunque a scandire la parola d'ordine del regime. O della società, sesi preferisce: the Big Brother, che tutto spia e tutto sa è un moloch repressivo chiamato a paradigma del villaggio globale: basta accendere la televisione oggi. Applausi al nugolo di carnefici e vittime.
Stefano Bigazzi (LAREPUBBLICA)

Di quadro in quadro attraverso un montaggio serrato, la sintesi delromanzo ci porta dentro gli aspetti più importanti di questa utopianegativa. Ci sono tutte le arti (la Tv, il cinema, ilvideo-clip, l'animazione) chiamate a raccolta in questo spettacoloteatrale: un teatro che si converte in macchina duttilissimapredisposta ad ogni trasformazione che gli intepreti-tecnici compionodal vivo. Da vedere-vivere.
Laura Santini (MENTELOCALE - HYSTRIO)

Il regista genovese ha voluto sperimentare l'allestimento all'interno del palcoscenico della Sala Trionfo, cercando in una maniera più tradizionale di mantenere lo stesso coinvolgimento da parte del pubblico. Si può senz'altro affermare che sia riuscito pienamente in quanto si era prefissato. Bravo Aldo Ottobrino nell'impacciato Winston e deliziosa Marina Remi [...], Enrico Campanati presta il volto all'ambiguo O'Brian con la versatile capacità che lo contraddistingue.
Francesca Camponero (IL GIORNALE)

In questa notte buia e letale per il libero pensiero, in questo "2984" che proietta in avanti di mille anni il capolavoro di Orwell, niente è gratuito: dalla riscrittura di Enrico Remmert e Luca Ragagnin, capace di cogliere nel libro ciò che è classico e di farlo convivere con le nostre stagioni, alla regia di Emanuele Conte che amalgama elementi virtuali e fisicità con ritmo incalzante, all'interpretazione [degli attori]. Grazie agli autori per non essere caduti nella trappola di una storicizzazione coatta e didascalica. Soltanto così, in una rilettura che lascia gli spettatori liberi di pensare se si tratti di profezia odi metafora e di figurarsi come meglio credono chi li condiziona,riproporre Orwell ha un senso.
Silvana Zanovello (IL SECOLO XIX)

Come guardando un terraio, come ad una lezione universitaria, come ad un reality - quelli fatti bene - si rimane ad osservare con attenzione, rapiti dal complesso meccanismo creato per questo spettacolo ma con una certa distanza, appunto esterni.
Danilo Spadoni (TEATRO.ORG)


Fuori dal tempo e dallo spazio, eppur così contemporaneo.
Raffaella Grassi (IL SECOLO XIX)

IL REGISTA
Uno spazio neutro nero nudo, non è un teatro - non ci sono poltrone né palcoscenico - si tratta di un tubo chiuso che si snoda nell'intestino delle nostre paure. Ecco, siamo nel tubo catodico digerente del grande fratello, quello vero! Intorno ci sono presenze inquietanti, animali impagliati, pareti oppressive che annebbiano anche la nostra fantasia,noi, pubblico o attori non importa, non riusciamo più immaginare, non sappiamo quasi pensare, sembra reale solo quello che ci restituiscono i televisori ingabbiati che sono dappertutto. Lì, anzi qui, tutto è felicità, sorrisi rassicuranti montati su bocche rosso Ferrari. Finchè il televisore è acceso naturalmente. E se si spegnesse? Il buio ci mangerebbe? la paura ci corroderebbe dall'interno? Oppure semplicemente ma tanto non è possibile spegnere questo mondo perfetto, e poi perchè farlo? 
Emanuele Conte

GLI AUTORI
Un numero, una data, un tempo. 2984. In un futuro già avvenuto e che urla nel presente, la società degli umani prova a vivere un'esistenza di minima dignità etica e sentimentale, dentro un tempo senza tempo e in uno Stato che è tutti i luoghi, lì dove il respiro è eversione e la verità collettiva un mare color piombo in cui ogni onda si disfa e si riforma senza tregua, inghiottendo le memorie. E gli annegati sorridono, felici e riconoscenti.
Enrico Remmert & Luca Ragagnin

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