Generazioni componibili

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Generazioni componibili

'Un piccolo viaggio nella vita di qualcun altro' E' questa, come dice Bergallo all'inizio dello spettacolo, l'idea di fondo di Generazioni Componibili.

Uno spettacolo che riflette sul mondo di oggi e analizza il nostro quotidiano con ironia solo apparentemente leggera.

La felicità di una giovane coppia ansiosa di iniziare una vita insieme, madre e figlia che usano la scelta di un mobile come scusa per sfogare le reciproche recriminazioni, le insicurezze e le paure per l'arrivo di un figlio: tutti sentimenti che galleggiano nei corridoi Ikea tra una libreria Billy e un divano Ektorp.

-Generazioni Componibili parla di mobili in scatola.

-Generazioni Componibili è uno spettacolo che dentro c'è anche un po' di cinema!

-No, parla di uomini in scatola. Anzi no, parla del gap generazionale, in scatola.

-Forse parla di precarietà.

-Sì, va be', per me parla solo di scatole, di scatole dentro altre scatole.

-Questa l'ho già sentita...

-Ma sì, Generazioni Componibili parla di Ikea e televisione.

-E che relazione c'è?

-Boh. Io non l'ho mica ancora visto, e tu?

-Io nemmeno, ma sono sicuro che faccia ridere

-Be' coi tempi che corrono sarebbe già un bel risultato. Ma io preferisco i contenuti.

-Delle scatole?

-...Andiamolo a vedere, magari, alla fine, sarai almeno capace di montare una Billy

Emanuele Conte e Alessandro Bergallo tornano a lavorare insieme dopo la fortunata trilogia di BOX e lo fanno partendo dal libro People from Ikea, una raccolta di racconti di Andrea Pugliese, scritti nel corso di tre mesi trascorsi all'interno di un punto vendita Ikea di Roma.

Rispetto ai lavori passati si tratta di un successivo passo avanti, che affianca all'ironia che ha scandito le opere precedenti, un registro spesso più drammatico.

Il colosso svedese è il simbolo della società globalizzata. Negozi, mobili, cibo, pubblicità e anche clientela sono uguali in ogni angolo del mondo. I punti vendita di Stoccolma sono identici a quelli di New York, Genova, Berlino, Rio, Seattle, Roma e Tokio, veri microcosmi che azzerano le differenze e possono essere utilizzati come osservatori sociali.

Un piccolo viaggio nella vita di qualcun altro è questa, come dice Bergallo all'inizio dello spettacolo, l'idea di fondo di Generazioni Componibili. Uno spettacolo che riflette sul mondo di oggi e analizza il nostro quotidiano con ironia solo apparentemente leggera.

La felicità di una giovane coppia ansiosa di iniziare una vita insieme, madre e figlia che usano la scelta di un mobile come scusa per sfogare le reciproche recriminazioni, le insicurezze e le paure per l'arrivo di un figlio, tutti sentimenti che galleggiano nei corridoi Ikea tra una libreria Billy e un divano Ektorp.

Un enorme laboratorio in cui tutti noi prima o poi siamo entrati e forse siamo stati studiati come cavie consenzienti di un grande esperimento.

Una società omologante, che cerca di rendere tutto e tutti uguali ma che restituisce una generazione sempre più precaria in bilico tra il catalogo di quest'anno e di quello successivo.

di Alessandro Bergallo, Emanuele Conte e Andrea Pugliese

tratto da People from Ikea di Andrea Pugliese


con Alessandro Bergallo

video ideati e diretti da Andrea Linke

luci e colonna sonora a cura di Tiziano Scali

con la partecipazione in video di Silvia Bottini e Simonetta Guarino, Simona Fasano, Paola Lattanzi, Falou Niang, Andrea Possa, Alice Rota


costumi Daniela De Blasio

organizzazione Paola Benvenuto

assistente volontaria Monica Avolio


video

operatore Luca Riccio

audio Manuel Merialdo

montaggio Francesca Era, Manolo Turri

coreografia Paola Lattanzi

post produzione Alkanoids (Mi)

La compagnia

RASSEGNA STAMPA
Uno spettacolo leggero ma non banale, che strizza l'occhio all'ironia e che invoglia a riflettere sulla società attuale. Davvero convincente la prova di Alessandro Bergallo, la cui esuberanza non è vanità, ma una sorta di servizio dedicato all'intrattenimento del pubblico. Si ride, si scherza, si riflette. Senza rendersi conto dei minuti che passano.
Francesco Casuscelli (Il Corriere Mercantile)

E' come sempre l'ironia a farla da padrone negli spettacoli che vedono al centro Alessandro Bergallo. Generazioni Componibili non può e non vuole rompere la tradizione, anzi, di quella consuetudine diventa ulteriore esempio. Chi va a vedere un suo spettacolo sa già che in qualche modo verrà coinvolto, non solo in senso emotivo, diventando parte attiva della storia.
I cortometraggi, sono opera del videomaker genovese Andrea Linke, e risultano affascinanti, curiosi e curati, dando alla storia una dimensione diversa, a metà strada tra cinema, televisione e riprese di video sorveglianza
Davide Sannia (Kipteatro.it)

Solo in scena anche se accompagnato da una serie di video clip (spesso visionari e poetici, di Andrea Linke), che gli scorrono alle spalle, Bergallo esce ed entra dal ruolo di interprete in continuazione.
Laura Santini (Mentelocale)

Ti ritrovi catapultato in Generazioni componibili dove il genovese one man show ti scava dentro con sapiente arguzia e amaro realismo. Bergallo, esilarante nella sua comicità fisica che mai trasborda nella banalità, forte dell'esperienza con i Cavalli marci. E' come guardarsi allo specchio in alcuni inserti video ma con il supporto di una guida che ti spiega che cosa siamo diventati.
Alessia De Pascalis (Il Cittadino)

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