Box 3D

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Teatro interattivo per le in-dipendenze

Conte e Bergallo non si sono limitati a scrivere uno spettacolo giocato sul filo dell'ironia, ma si sono spinti un passo oltre cercando di capire da dove nascono le nostre dipendenze. Nella preparazione di BOX 3D gli autori hanno usato un approccio statistico, catalogando e selezionando le diverse forme di dipendenze, oltre a consultare testi e manuali, che indicavano soluzioni sicure per vincere le ansie e i vizi più diffusi.

Uno spettacolo inchiesta sulle dipendenze dell'uomo moderno.

Arriva il terzo capitolo di BOX, in cui Alessandro Bergallo sale sul palco e dopo aver analizzato le paure ancestrali e personali nascoste dentro di sé (BOX - 2009), essersi spinto a esaminare il rapporto freudiano con la madre e la tecnologia (BOX - 2010), ora scandaglia il rapporto di dipendenza/indipendenza che lega l'uomo moderno a oggetti, situazioni e tecnologia.

Conte e Bergallo non si sono limitati a scrivere uno spettacolo giocato sul filo dell'ironia, ma si sono spinti un passo oltre cercando di capire da dove nascono le nostre dipendenze. Nella preparazione di BOX 3D gli autori hanno usato un approccio statistico, catalogando e selezionando le diverse forme di dipendenze, oltre a consultare testi e manuali, che indicavano soluzioni sicure per vincere le ansie e i vizi più diffusi.

Da questo studio sono nati i testi surreali e divertenti, che compongono l'ossatura di questo spettacolo, in cui convivono monologhi beffardi e confronti con il pubblico.

di Alessandro Bergallo e Emanuele Conte

regia di Emanuele Conte

con Alessandro Bergallo


elaborazione e montaggio video Andrea Corbetta e Luca Riccio

luci e colonna sonora a cura di Tiziano Scali?

aiuto regista Yuri D'Agostino


con amichevole contributo dello psicoterapeuta Lorenzo Maura

si ringrazia Alberto Tartaglione per il sostegno e per aver suonato la canzone del tenero Giacomo

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