Caligola

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Caligola

Il regista Emanuele Conte prosegue, dopo Antigone, la riflessione sul potere e sulla ribellione. Antigone si ribella al potere in nome della Giustizia, Caligola, simbolo dell'uomo assurdo, si ribella e anela alla verità e all'assoluto da una posizione di potere, ed è questo apparente controsenso, la convivenza tra ribellione e potere in un solo individuo, a far deflagrare la tragedia.
Rileggere Caligola oggi sorprende per la straordinaria attualità.

L'anelito di Caligola verso la verità assoluta lo porta a odiare e a combattere con tutte le proprie forze la menzogna, l'ipocrisia e il conformismo di una società che assomiglia incredibilmente alla nostra.

Le ragioni della politica, e ancora di più quelle dell'economia, si impongono sulle ragioni dell'uomo, ed è contro questa follia che Caligola si scaglia procurandosi lui stesso il marchio di folle. Folle perché è diverso, folle perché ha in odio il conformismo moraleggiante tanto dei potenti, quanto del popolo, pronto a schierarsi con il primo oratore capace di urlare più degli altri la propria verità.

La parabola di Caligola si compie quando lui ha tra i ventisei e i ventinove anni, un'età nella quale un uomo è dotato di un'energia e una determinazione che con il passare degli anni tende ad affievolirsi. Spesso, nelle rappresentazioni di questo testo, il peso del protagonista ha spinto i registi a scegliere attori più maturi. Il protagonista del nostro spettacolo sarà il trentenne Giammaria Martini, un ex pilota divenuto attore dopo un incidente, che ne ha precluso la carriera automobilistica.

Il regista Emanuele Conte prosegue, dopo Antigone, la riflessione sul potere e sulla ribellione. Antigone si ribella al potere in nome della Giustizia, Caligola, simbolo dell'uomo assurdo, si ribella e anela alla verità e all'assoluto da una posizione di potere, ed è questo apparente controsenso, la convivenza tra ribellione e potere in un solo individuo, a far deflagrare la tragedia.

di Albert Camus

traduzione Andrea Bianchi

regia Emanuele Conte

con Gianmaria Martini, Enrico Campanati, Viviana Altieri, Giovanni Serratore, Luca Terracciano, Pietro Fabbri, Yuri D'Agostino, Marco Lubrano, Alessio Aronne

assistente alla regia Yuri D'Agostino

scenografia Emanuele Conte

costumi Daniela De Blasio

luci e fonica Tiziano Scali

Abbiamo scelto di portare in scena la versione definitiva dell'opera di Camus, quella del 1958, nella traduzione appositamente realizzata per il Teatro della Tosse da Andrea Bianchi.

Negli ultimi anni gli spettatori italiani hanno avuto più facilmente occasione di vedere rappresentata la versione del '41, che Camus considerava una prima stesura dell'opera. La versione del '58 mostra una maggiore complessità e profondità drammaturgica, grazie all'ampliamento e all'approfondimento dei personaggi che accompagnano il protagonista - primo tra tutti Cherea, vero e proprio deuteragonista che, affrontando Caligola in un conflitto intellettuale ed esistenziale, permette di approfondire le tematiche presenti nel testo in termini più teatrali.

Informazioni tecniche

Contatti per Tournèe:
Marina Petrillo
marina@teatrodellatosse.it

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