02 dicembre

I dream

  • Aldo Trionfo
  • 60'

Aldo Trionfo

60

Abbondanza/Bertoni

Un nome storico della nuova danza italiana anni 80 in una riflessione sul presente in forma di memoria.


L’attraversamento di un percorso somatico; coreografie, passi, esercizi ma anche semplici camminate, azioni di servizio, posizioni di pausa sedute; tic e riflessi condizionati che escono come un flusso di memoria inconscio ed incosciente.  

con Michele Abbondanza

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni 

con la collaborazione di Tommaso Monza 

luci Andrea Gentili

video Tommaso Monza e Andrea Gentili 

consulenza drammaturgica Bruno Stori

organizzazione Dalia Macii

amministrazione e ufficio stampa Francesca Leonelli

produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni

con il sostegno di Ministero per i beni e le attivit√† culturali ‚Äď Dip. Spettacolo Provincia autonoma di Trento- Servizio attivit√† culturali Comune di Rovereto-Assessorato alla Contemporaneit√† Regione autonoma Trentino Alto Adige

un ringraziamento particolare a Danio Manfredini

grazie anche a Luciana Moggio e Andrea Baldassarri 


Questa prima occasione di solitudine scenica mi induce all’outing coreografico, a una riflessione sul presente in forma di memoria.

Proprio la forma, dopo iniziali effluvi di parole, è uscita fuori prepotentemente e così partito da un punto, mi ritrovo misteriosamente in un altro. Un punto non a caso; un punto che in fondo, conosco bene, dove il corpo, i suoi contorni, spasmi, fragilità, eccessi e difetti, assurgono a unici e definitivi simboli. 

Capita che alcune visioni ti prendano le gambe, ti facciano infilare una parrucca e non ti impediscano pi√Ļ di recitare una patetica felicit√†. Immagini che improvvisamente appaiono come in un sogno ed ecco che la memoria del corpo esce allo scoperto e ti ritrovi come un consenziente burattino a seguire una partitura di movimenti che non sapevi pi√Ļ di sapere e sfogliando il corpo come un libro leggi e senti vibrare qualcosa in te. Come in un gioco di specchi strizzi il caleidoscopio della mente: √® l‚Äôattraversamento di un percorso somatico; coreografie, passi, esercizi ma anche semplici camminate, azioni di servizio, posizioni di pausa sedute; tic e riflessi condizionati che escono come un flusso di memoria inconscio ed incosciente. ¬†

Seduto, in attesa, imbacuccato a pensare con quell’ incantamento bolso e un po’ autocompiaciuto di certi momenti di flessione e riflessione, capita di andare indietro e magari di pensare a quand’era l’alba e le forme ancora incerte e il passo malfermo, ti impedivano di camminare da solo. E allora danzi la danza degli altri: quando una scimmia balla la polka, tutte le altre scimmie ballano la polka. Poi nel continuum di una reminiscenza dai contorni psichedelici, l’incontro con le maestre passanti che ti insegnano che il movimento non può essere che tuo, unico ed irripetibile, perché solo se è così lo puoi condividere e trasmettere. E allora cerchi i tuoi simili, perché l’unione fa la forza, e fai e sfai un gruppo. E poi l’altra metà del cielo, e poi un angelo e poi l’inferno e poi, e poi…il cabaret di ricordi continua, stante e nonostante il disincanto canto; finalmente canto. E’ una vita che voglio cantare.  

Mi lascio volentieri travolgere e stravolgere. Come in un sogno. 

La scansione cronologica brucia come miccia accesa verso il presente e una volta arrivata a destinazione invece dell‚Äôauto-esplosione desiderata ( ‚Äú‚Ķsolo una volta e solo a New York!‚ÄĚ), presenta un quadro di i-conica metamorfosi di vago sapore futurista e meccanico che trova pace solo nel ritrovamento dell‚Äôaltro da s√©, un doppio pi√Ļ giovane ed ignavo. La fusione tra me e lui; tra il manichino-sosia di 20 anni prima, con il mio corpo l√¨ presente e impermanente, d√† l‚Äôillusione che quel passato intonso ma inorganico, possa veramente rianimarsi. Solo cos√¨ uniti, ora che la danza degli altri √® diventata crepuscolarmente anche la mia, i miei passi di ora e i ‚Äúsuoi‚ÄĚ di ieri, possono diventare un unico camminare.¬†

Verso il futuro?  Il buio finale impedisce di vedere la conseguente uscita di scena.

(M.A.)

                                                                                                                                                                          

Diario di un corpo. Avremmo potuto andare avanti anni con le prove di questo primo assolo di Michele, nell’osservazione dei ricordi che uscivano dall’armadio come vestiti smessi.

I fantasmi del passato (e del presente) hanno soffiato sul fuoco alimentandolo, senza raccontarsi.

Emanazioni, sguardi, schegge che hanno portato alla luce ulteriori identità, riconosciute al corpo.

Ci siamo voluti fermare l√¨ dove affiorava la parte pi√Ļ fragile, in una scrittura a tratti sull‚Äôonda dell‚Äôemozione quasi a sottolineare il limite di chi si rende conto che rimane sempre qualcosa in sospeso. ¬†
(A.B.)

Calendario e biglietti

Prezzo intero 14,00 €  - Prezzo ridotto 12,00 €
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dicembre 2016
2
venerdì
alle ore 20:30

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