17 febbraio - 18 febbraio

NELL’AERE / INFERNO#5

  • Aldo Trionfo
  • 65'

Aldo Trionfo

65

Balletto Civile e Mitteleuropa Orchestra

Uomini, donne, stormi di ombre che si disperdono veloci. Come i due amanti che Dante ha reso immortali nel V canto dell’Inferno, i danzatori sono travolti nella bufera orchestrata da Mario Pagotto e diretta da Nicola Valentini. Una coreografia di Michela Lucenti.
«Il più drammatico dei Canti della Divina Commedia. Il più erotico. Il più controverso. E il più famoso. Quello che sembra facile, ma non lo è. Alcuni dei suoi versi, tra i più noti di Dante, sono diventati aforismi quotidiani, popolari. Ci appassioniamo a questa lettura, come se fosse una rubrica settimanale di confidenze sentimentali. […] Chi avrà amato chi? E perché?». 13 componenti di Balletto Civile si esibiscono sulle musiche composte da Mario Pagotto e eseguite dal vivo da 47 elementi della Mitteleuropa Orchestra, diretta da Nicola Valentini. Tra le scene di Emanuele Conte un concerto polisemico di danza voci suoni.

ideazione Michela Lucenti e Maurizio Camilli

coreografia Michela Lucenti

musiche Mario Pagotto

scene Emanuele Conte

dramaturg Carlo Galiero

luci Stefano Mazzanti

assistente alla coreografia Ambra Chiarello

con Ensemble Fisico Balletto Civile: Michela Lucenti, Fabio Bergaglio, Maurizio Camilli, Francesco Gabrielli, Alessandro Pallecchi, Stefano Pettenella, Flippo Porro, Emanuela Serra, Paolo Rosini, Giulia Spattini, Chiara Taviani, Natalia Vallebona, Simone Zambellli

Mitteleuropa Orchestra

Nicola Valentini, direttore

coproduzione Balletto Civile, Mitteleuropa Orchestra e Mittelfest2017

Leggendo il V Canto dell’Inferno Dantesco.

All’inizio non capiamo, i corpi sono cosi? veloci che non riusciamo ad afferrarli.
Scivolano via dalle prese, il loro peso sembra non esserci. Dinamica.
Tutto si muove e non si puo? fermare, si muove anche la luce, vediamo solo ombre che sgusciano.

Poi questi stormi si spostano nello spazio, sono uomini e donne che corrono veloci, le loro traiettorie sono imprevedibili talvolta all’unisono e poi per tangenza destinate a ricongiungersi per poi allontanarsi ancora. Qualcuno viene abbandonato nello spazio nudo, per raccontare un frammento della passione che ora sconta, correndo, ancora e ancora. Il gesto come drammaturgia di una storia, di un ricordo. Partiture violente per aver desiderato, paradosso per una tempesta senza sosta. E tornati bambini è l’impulso che detta l’azione.

Registriamo dei vissuti e il nostro andare deve essere empatico per chi guarda, non distante, non poetico, ma attivo, partecipante, emotivo; noi tutti siamo essere fragili, persi, desiderosi di fonderci nell’Altro, fosse l’ultima cosa al mondo. E questo sappiamo tutti che cosa significa.

La pena che racconteremo sara? struggente e condivisa, leggera come la decisione veloce dell’innamoramento, intima, invasiva, furiosa come una corsa di notte e lacrimosa come il vento di un traghetto.

Noi abbiamo fame dell’Altro, lo desideriamo per testimoniare che esistiamo, non importa il cadere continuo, l’inciampo. Non e? per gli Amanti la rassegnazione alla fine.


L’ossessione creativa di Balletto Civile e? l’Altro. Questa volta la nostra indagine sara? l’Altro in amore, la liberta? di scegliere, il perdersi nell’Altro come possibilita? di vita vera, a costo di finire all’Inferno. Indossare un abito ci rendera? l’anima gemella di qualcuno, toglierlo e indossarne un altro ci rendera? la vittima o il carnefice.

Ci facciamo strada tra le Grandi Storie d’Amore davanti alle quali ci sentiamo inadatti, inferiori, basiti.

Le interpretiamo fino a che qualcosa non ci tocca nel profondo e ci spinge a proseguire, di testa nostra, contro la tradizione scritta. Disobbedendo, come solo chi ama sa fare.

Proviamo ad incastrarci con un altro corpo per rivivere un ricordo, per sentire un odore simile a quello che ci ha fatto perdere la testa. Siamo inopportuni, troppo vicini, troppo spogliati, non c’e? possibilita? di isolarsi. Gli altri sono presenti ed entrano brutalmente nella nostra partitura, cambiano la nostra direzione, ci impediscono di proseguire.

Minosse siamo noi che sappiamo quale cerchio ci spetta, ma ritardiamo il momento della consapevolezza e restiamo ancora, seminudi in controluce, incapaci di abbandonare gli altri. Il nostro inferno e? una moltitudine di storie che si intrecciano senza tregua. Amare ci rende eroi o vili? Coraggiosi o codardi? Ci trasforma in lupi? Cosa ci spinge a cercare un’anima affine alla nostra? Ne vale la pena?

Calendario e biglietti

Prezzo intero 14,00 €
febbraio 2018
17
sabato
alle ore 20:30
18
domenica
alle ore 18:30

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