Idiota

  • '

Un tradimento di F. Dostoevskij

Una produzione del Teatro della Tosse, nata dall'incontro tra una giovane regista con un attore di grande esperienza, storica colonna del nostro teatro. Il capolavoro di Dostoevskij è in realtà solo una suggestione, un punto di partenza da cui cominciare. Lo spettacolo prende presto una sua direzione, alla ricerca di un idiota moderno in bilico tra finzione e realtà.
Una produzione del Teatro della Tosse, nata dall'incontro tra una giovane regista con un attore di grande esperienza, storica colonna del nostro teatro. Il capolavoro di Dostoevskij è in realtà solo una suggestione, un punto di partenza da cui cominciare. Lo spettacolo prende presto una sua direzione, alla ricerca di un idiota moderno in bilico tra finzione e realtà.
Ancora una volta il Teatro della Tosse, coerentemente con la sua storia, d√† spazio ai giovani. In questo caso si tratta di due donne: Carmen Giordano regista trentenne, che si √® gi√† messa in luce nel corso di questi ultimi anni come uno dei nomi pi√Ļ interessanti e originali del teatro italiano e Maria Paola Di Francesco scenografa e costumista. Carmen Giordano in questo spettacolo si misura con uno dei testi pi√Ļ importanti e complessi della letteratura mondiale, rivisitandolo, trasformandolo e tradendolo coraggiosamente.
Il protagonista del secondo grande romanzo di Dostoevskij, L'idiota, pubblicato nel 1869, è il principe Myskin, ultimo erede di una grande famiglia decaduta. Il principe è un personaggio altruista, onesto e leale con una candida fiducia verso il prossimo e inesperto della vita. Queste sue caratteristiche si scontrano con una società malata e crudele, dove il suo atteggiamento tollerante e ingenuo è considerato da "idiota".
Idiota un tradimento di F. Dostoevskij già dal titolo gioca a carte scoperte, mettendo in risalto il tradimento del testo originale. Il nuovo Idiota appare all'improvviso scendendo dall'alto, forse da una stella lontana, da un pianeta morente oppure dal nostro inconscio, e si muove nello spazio sospeso e metallico di un parco giochi metropolitano. Un piccolo luogo circoscritto, che può diventare un microcosmo privato, che accoglie i nostri pensieri.
Il protagonista interagisce con gli spettatori cambiando di volta in volta registro e toccando temi seri ed altri solo apparentemente stupidi. Alla fine come il principe Myskin, anche il nuovo idiota e il pubblico vogliono tornare a uno stato di purezza infantile, di idiozia, rifiutando il male del mondo, poichè questa è l'unica autodifesa possibile.
Enrico Campanati assesta al suo personaggio una dolcezza e una poesia stralunata, mentre il testo e la regia di Carmen Giordano si sviluppano in pi√Ļ direzioni. Si evidenzia come sia impossibile non essere idioti davanti all'amore, agli affetti e alle passioni della vita. Si mette alla berlina chi deride la stupidit√†, chi osa sbeffeggiare la sana e sacrosanta inettitudine davanti alle emozioni della vita, e chi si prende la licenza di considerare sciocchi gli ostinati ricercatori della bellezza.E soprattutto l'Idiota, prima di ritornare dal suo mondo misterioso, ci insegna come sia impossibile non essere felici.'

testo e regia di Carmen Giordano


con Enrico Campanati


scene e costumi Maria Paola di Francesco

voci off Maura Pettorruso

luci e fonica Matteo Attolini

macchinista Marco Lubrano

La compagnia

RASSEGNA STAMPA
Una lettura super contemporanea firmata da Carmen Giordano, autrice e regista, con l'interpretazione di Enrico Campanati solo in scena in quello che però non è un monologo, assolutamente non lo è, su un palcoscenico che la giovane Maria Paola Di Francesco ha immaginato come un parco giochi metropolitano molto sui generis. L'Idiota di Enrico Campanati è un uomo che sbaglia il momento e qui scatta il ridicolo: è uno spostato, fa crollare cose, ha attacchi epilettici, è un qualcuno a cui non puoi mai credere fino in fondo.
Raffaella Grassi (Il Secolo XIX)

E' attore dal multiforme ingegno Enrico Campanati. Come tutti i grandi attori protagonisti Campanati, esibendosi in questo monologo di sessanta minuti, dà la misura delle sue capacità espressive variando i toni della voce, modellando i tratti del volto secondo l'urgenza dei sentimenti in un'altalena psicologica gestuale, che ben si adatta alle idiozie del protagonista, ma anche alle inquietudini che furono di Dostoevskij, convinto che un uomo buono nella società sarebbe sempre stato uno sconfitto.
Clara Rubbi (Il Corriere Mercantile)

Campanati, protagonista di una stagione teatrale molto ricca, ha collaborato con la Giordano alla realizzazione di un idiota contemporaneo; in questo particolare adattamento per il teatro dell'opera di Dostoevskij, ha poca importanza la trama del romanzo, che diventa solo un leggero filo conduttore del monologo, portato avanti dall'attore, che, solo sulla scena, si rivolge direttamente al pubblico. L'attore si è pertanto messo del tutto a disposizione della giovane regista, di cui ha assecondato le esigenze e il risultato è stato senza dubbio favorevole: l'interprete riempie la scena con gesti inconsueti e tirate sugli uomini, sulla vita e sul cattolicesimo (compresa una dura condanna della Chiesa come istituzione, già presente in Dostoevskij). La scenografia di Maria Paola Di Francesco è stata pensata a supporto della drammaturgia. L'impressione, insomma, che tutto sia stato curato con scrupolosità in questa nuova e singolare edizione dell'Idiota, il cui risultato è assicurato da una notevole interpretazione di un Campanati in stato di grazia.
Roberta Balduzzi (www.cinemateatro.it)
L'Idiota di Dostoevskij è il pre - testo di questo spettacolo. Il punto da cui partiamo per prendere il largo e andare alla deriva, alla ricerca di un idiota contemporaneo. Regia e drammaturgia camminano di pari passo in questo viaggio, in un'atmosfera sospesa al limite tra il reale e il surreale, la lucidità e il delirio, il fatto e l'allucinazione. Lo spazio sospeso e metallico di un parco giochi metropolitano, diventa un pianeta, una stella, un non - spazio che accoglie il nostro uomo. Tutto nasce dall'incontro con gli spettatori, primo approdo di questo viaggio. E' nell'incontro con gli altri che l'Idiota si svela in una sequenza di immagini svincolate dalla narrazione canonica. Gli oggetti, i suoni, le facce, la luce mettono in moto ricordi di vita vissuta o fantasie? Possiamo credere a quest'individuo? Possiamo fidarci delle sue parole? Non lo sappiamo.Restiamo in bilico, spaesati come dopo certi sogni che sappiamo essere tali, eppure al risveglio hanno il potere di sconvolgerci ancora. Non possiamo non credere alla nostra idiozia, alle nostre debolezze, allo scarto tra il pensiero e l'azione che ci rende ridicoli davanti alle scelte, all'amore, a chi si aspettava che dicessimo o facessimo qualcosa, ma noi non l'avevamo capito.
Carmen Giordano

Realizzazione sito web a cura di Kar-tr design © 2017

Top