Amletto

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Amletto

Il protagonista del nostro Amletto, Enrico Campanati, immobile sul suo letto, che esce dalla scena e incombe sulla platea, cercherà di ricucire insieme brandelli di memoria, mescolando le parole dell'Amleto con i suoi personali ricordi di palcoscenico in uno spettacolo-cortocircuito poetico e divertente sul teatro, la memoria, la vita. Finché ci saranno mani per applaudire, Amleto non morirà.

Amleto sul letto di morte. Sta per esalare l'ultimo respiro... il resto è silenzio. Un personaggio muore, un attore rinasce. La ricerca della propria esistenza nella memoria dei tanti personaggi interpretati, vissuti, uccisi e rinati per un'altra replica. Cosa resta di quel personaggio nella vita dell'attore? Forse niente, forse un uomo comune, un uomo normale, che fa cose normali, in un mondo normale. Così può capitare che quell'uomo normale, un bel giorno, mentre sta facendo la spesa, si ritrovi a vagare per la città con due grandi sacchetti del supermercato. Può capitare che dimentichi la strada di casa, dimentichi anche la casa,  che nella sua testa risuonino solo le battute di Shakespeare e che fra quelle battute ritrovi sé stesso. Può capitare che Amleto invecchi e come un vecchio attore riveda daccapo lo spettacolo della sua vita e scopra che il principe di Danimarca non è morto e recitare è un modo sottile per prendere in giro la morte e il destino. 

Esiste una sindrome che colpisce chi nella vita ha utilizzato la memoria come strumento di lavoro, molto diffusa quindi tra gli attori. Chi ne viene colpito non dimentica tutto, ma la sua memoria si trasforma: i ricordi appaiono come brandelli tra loro sconnessi.  Il protagonista del nostro Amletto, Enrico Campanati, immobile sul suo letto, che esce dalla scena e incombe sulla platea, cercherà di ricucire insieme questi brandelli, mescolando le parole dell'Amleto con i suoi personali ricordi di palcoscenico in uno spettacolo-cortocircuito poetico e divertente sul teatro, la memoria, la vita. Finché ci saranno mani per applaudire, Amleto non morirà.

testo e regia Emanuele Conte

con Enrico Campanati

collaborazione alla drammaturgia Alessandro Bergallo e Alessio Aronne

luci Matteo Selis

costumi Daniela De Blasio

assistente alla regia Alessio Aronne

produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse

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