03 dicembre

QUINTETTO

  • La Claque in Agorà
  • 60'

La Claque in Agorà

60

TIDA - Théâtre Danse

Un solo attore, quattro fari sulla scena, il mixer luci ed audio vuoti.

Così inizia Quintetto.

Il “5”, nell’esoterismo, è il numero che simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e il genio.

Simboleggia anche l’evoluzione verticale, il movimento progressivo ascendente. Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo, e indica che l’ascensione verso una condizione superiore è possibile.

Contiene la sintesi dei sensi, è il numero delle dita di un uomo e la base decimale matematica, è il numero del pentacolo e il numero della stella a cinque punte. Una cifra dell’uomo, a cui gli uomini hanno attribuito significati trascendentali fin dalla notte dei tempi.

Ma oggi c’è la crisi…


regia e messa in scena Marco Chenevier and Smeralda Capizzi

interprete e coreografo Marco Cheneviert 

produzione TIDA - Théâtre Danse 

foto Akex Brenner

Il progetto artistico del Tida si identifica con una concezione critica della società, dello spettacolo, dell’estetica convenzionale e della produzione artistica in sé. Ci situiamo in un terreno di ricerca, nutriti da continue collaborazioni con giovani filosofi, mettendo in pericolo ed a disposizione del pensiero i corpi dei danzatori quali oggetti politici, linfa e cuore pulsante degli spettacoli che sono concepiti come risultati di processi di ricerca su stimoli critici.

La ricerca della Compagnia è incentrata su linguaggio e contesto in un’ottica contemporanea per estetica e contenuti. Il linguaggio si concentra sulla contaminazione, sulla traduzione, sulla dissoluzione e la consapevolezza dei confini linguistici. Il contesto è invece dove vogliamo inserire la nostra indagine e cioè il presente, la sua attinenza politica, sociale, pragmatica e spirituale. Partendo dall’analisi di sfaccettature delle relazioni umane, sociali e politiche creiamo il terreno per la traduzione in danza. Lo strumento principale è il corpo; esso infatti, in quanto veicolo terreno e temporale, è l’ambito favorito per esplorare l’arte del presente e la contemporaneità, proprio per la sua natura effimera. Ci situiamo però in un territorio estremamente fisico, rifiutando, in questo momento della nostra ricerca, un’eccessiva intellettualizzazione della coreografia. Per quanto il lavoro di scrittura drammaturgico parta da stimoli essenzialmente intellettuali, crediamo nella traduzione di questi in lavori in cui il corpo abbia la sua centralità. Un corpo aderente ad un’estetica contemporanea, certo, ma che si riappropria al contempo della fisicità. Cerchiamo, pur situandoci in un territorio di ricerca, di creare spettacoli in cui contemporaneamente si muovano il pensiero, il piacere (nel senso più vasto del termine e quanto mai distante da un concetto di intrattenimento) e la sorpresa.

Calendario e biglietti

dicembre 2017
3
domenica
alle ore 18:30

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