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oratorio per corpi e voci dal labirinto

Emanuele Conte e Michela Lucenti portano in scena il mito del Labirinto e del Minotauro.

Cos'√® il labirinto? Un posto dove perdersi o un posto dove nascondere quello che ci fa paura, ci√≤ che non si riesce a capire? Una prigione, un manicomio, un'isola.¬† Il labirinto √® il luogo dove si compie il sacrificio simbolico, cos√¨ l'animale si evolve in uomo. Entriamo nel labirinto, il cervello umano, perdiamoci, lasciamo un filo rosso dietro di noi per ritrovare l'uscita, o forse l'entrata. Un percorso che parla di solitudine estrema e dei muri, che dovrebbero proteggerci e che invece non fanno che consolidare il nostro isolamento. Ci accorgiamo che non c'√® via d'uscita, che il limiti sono dentro di noi. I mostri sono nei nostri occhi, i muri nella nostra mente. Avidamente ricerchiamo la luce e riemergiamo dall'architettura infernale dei nostri pensieri solo dopo aver abbandonato lungo la strada un cadavere, o forse un guscio, una corazza, che non ci serve pi√Ļ e voltandoci indietro scopriamo che il mostro aveva il nostro volto.


Dopo il debutto in forma di studio pensato per essere accolto in un tendone da circo, andato in scena ad Artisti in Piazza - Pennabilli Festival, la compagnia di danzatori, attori e cantanti del Teatro della Tosse e di Balletto Civile d√† corpo e voce a questo racconto, epico e familiare, in uno spettacolo che nasce dalla terra e dal sudore invadendo tutti gli spazi del teatro. Dalla terra affiorano pochi mobili e suppellettili come se un appartamento, senza pareti, fosse stato invaso dal fango di un'alluvione e poi fosse riemerso in parte, una volta asciugata l'acqua. L'ambiente nel quale il mito del Labirinto e del Minotauro viene celebrato √® la casa e i protagonisti, a officiare il rito, sono i familiari, gli abitanti di quella casa . Il ‚Äúmostro‚ÄĚ ora √® chiuso tra le mura domestiche, l'oscenit√† nascosta e il sacrificio consumato all'interno della famiglia.


testo Emanuele Conte

collaborazione al testo Elisa D'andrea, Luigi Ferrando


regia di Emanuele Conte e Michela Lucenti

coreografie Michela Lucenti


impianto scenico Emanuele Conte

luci Andrea Torazza 

costumi Daniela De Blasio

rielaborazioni musicali Massimo Calcagno


con Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Emanuela Serra, Filippo Porro, Alessandro Pallecchi, Simone Zambelli, Aristide Rontini, Lisa Galantini, Enrico Casale


performer nel labirinto Attilio Caffarena, Pietro Fabbri, Francesco Gabrielli, Luca Hardonk, Gianluca Pezzino, Arabella Scalisi

produzione Fondazione Luzzati -Teatro della Tosse, Balletto Civile

Artisti In Piazza - Pennabilli Festival

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