La Trilogia del Potere

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La Trilogia del Potere

La ribellione alla ragion di Stato. La ribellione a se stessi. La ribellione a un Dio incomprensibile e distante. Antigone, Caligola, Prometeo: tre ribelli disposti a pagare il prezzo pi√Ļ alto pur di scardinare i meccanismi del potere e portare a compimento il proprio ideale. Tre miti contemporanei che trovano una coerenza e un percorso comune nella lettura di Emanuele Conte, il regista che negli ultimi tre anni di lavoro con la Compagnia del Teatro della Tosse ha compiuto la sua ricerca sul rapporto tra essere umano e potere.
ANTIGONE, CALIGOLA, PROMETEOEDIO
La ribellione alla ragion di Stato. La ribellione a se stessi. La ribellione a un Dio incomprensibile e distante. Antigone, Caligola, Prometeo: tre ribelli disposti a pagare il prezzo pi√Ļ alto pur di scardinare i meccanismi del potere e portare a compimento il proprio ideale. Tre miti contemporanei che trovano una coerenza e un percorso comune nella lettura di Emanuele Conte, il regista che negli ultimi tre anni di lavoro con la Compagnia del Teatro della Tosse ha compiuto la sua ricerca sul rapporto tra essere umano e potere.
La Trilogia del potere è un progetto avviatosi nella stagione 2013-14 con Antigone di Jean Anouilh, cui sono seguiti Caligola di Albert Camuse Prometeoedio, rilettura drammaturgica originale da Eschilo.
Da diversi anni, in particolare da quando la direzione artistica del teatro è affidata al regista Emanuele Conte, la Fondazione Luzzati -Teatro della Tosse ha scelto di rivolgere la propria attenzione alla drammaturgia contemporanea e alle tematiche del nostro tempo.

LA TRILOGIA DEL POTERE

ANTIGONE

CALIGOLA

PROMETEOEDIO


foto Rosanna Calò

La compagnia

La rilettura dei classici ha avuto nel Novecento dei grandi maestri: le esperienze di Anouilh e di Camus hanno proiettato il mito nella contemporaneità, inaugurando un filone drammaturgico che ha piegato il testo alle esigenze della scena, talvolta coinvolgendo anche gli stessi registi nella sua riscrittura.
Nella Trilogia del potere Emanuele Conte ha scelto di utilizzare traduzioni recenti, e in particolare per Caligola si è affidato ad Andrea Bianchi, uno dei curatori del volume di Micromega L'intellettuale e l'impegno dedicato ad Albert Camus. Prometeoedio è invece un lavoro originale del regista, che partendo dal testo di Eschilo e dalla rilettura di Goethe ne ha adattato il linguaggio ai ritmi della contemporaneità.

Per sottolineare la continuità tra i tre spettacoli, Conte ha scelto di collocare Antigone e Caligola all'interno dello stesso apparato scenografico, affidando invece alla sola forza espressiva di Gianmaria Martini (Caligola e Prometeo) il ruolo di trait d'union tra il testo di Camus e la propria rilettura di Eschilo.
Lo spazio di Antigone e Caligola è mutevole, in divenire, ed è trasformato dagli stessi attori alla fine di ciascuna rappresentazione per accogliere la rappresentazione successiva: così la reggia di Creonte alla fine dell'Antigone prende la forma dell'ufficio finanziario dove si svolge l'azione del Caligola. Per Prometeoedio invece è l'impatto di una grande struttura di ferro in proscenio letteralmente sbattuta in faccia al pubblico a costringere gli spettatori a entrare in un contatto quasi fisico con il supplizio di un Prometeo mai così umano.

Il linguaggio diretto e l'attualità della lettura registica, unite a scelte scenografiche e musicali di grande impatto, hanno determinato il successo della Trilogia del potere presso il pubblico giovane e giovanissimo, suscitando interesse nel teatro da parte di una fascia di spettatori assai complessa e difficilmente omologabile. Una fascia di pubblico da sempre al centro del lavoro del Teatro della Tosse.

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