Dal 15/10/2026 al 25/10/2026
Sala Aldo Trionfo
Ho preparato una cena.
Non badare alle voci.
Non fare domande.
Siedi alla mia tavola e lascia che siano le portate a raccontare il resto.
Il potere apre l'appetito.
Il sangue lascia macchie difficili da lavare.
Un banchetto dove manchi tu sarebbe come una dura colata di gelo.
Ti aspetto.
Lady Macbeth
In prima nazionale, la nuova regia di Emanuele Conte. Tra le cucine e la sala da pranzo dei Macbeth, vivi e morti, sovrani e assassini condividono la tavola in un banchetto dove delitti, vendette e tradimenti si consumano all'ombra delle buone maniere.
Una riscrittura affilata che non tradisce il testo originale di Shakespeare per farne emergere la sostanza più pura, brutale e viscerale.
Se il tema politico del potere e della sua cieca bramosia resta spina dorsale della vicenda, la vera forza motrice di questo nuovo lavoro diventa per Emanuele Conte l’esplorazione dell’amore indissolubile e ferocemente romantico che lega Macbeth e Lady Macbeth: due metà di uno stesso essere, un’anima scissa in due corpi in cui i due protagonisti mutano pelle, incarnando a vicenda ora l'ambizione pura e spietata ora la coscienza lacerata e paralizzata dal terrore.
Una simbiotica unione criminale di cui il regista sceglie di svelare la radice più umana e profonda, spesso rimasta nell'ombra della critica shakespeariana: la perdita prematura di un figlio, una ferita intima, un dramma devastante tra le cui maglie si sviluppa la sete cieca e spietata dei due protagonisti, in una folle fusione che li condurrà alla reciproca dissoluzione.
Un viaggio al buio nei recessi della colpa proiettato in un’unica dimensione, convulsa e claustrofobica: la tavola di un banchetto che si trasforma, al contempo, in mensa di stato, ara sacrificale e mattatoio dell’anima.
Un'esplorazione brutale della bramosia umana, un convivio di sangue e ossessione, una macabra cena di cui le tre Streghe, perduta ogni aura solenne, diventano cuoche sguaiate, volgari e terragne, che, tra vapori di carne e zolfi da cucina, apparecchiano la tavola, impastano gli inganni, dosano il veleno e cucinano la trama.
La tragedia è stata scritta per onorare Giacomo I, un testo nato per celebrare il potere che alla fine diventa critica del potere stesso, della forza cieca, brutale ed eternamente capace di risorgere, come una fenice, dalle proprie ceneri, sempre uguale e sempre diversa.
Drammaturgia e regia Emanuele Conte
Con Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Alessandro Bergallo, Pietro Fabbri, Marco Rivolta, Graziano Sirressi e Matteo Traverso
Costumi Daniela De Blasio
Disegno luci Matteo Selis
Regista assistente Alessio Aronne
Scenografo assistente Luigi Ferrando
Oggetti di scena e assistente scenografia Renza Tarantino
Macchinisti Fabrizio Camba e Enrico Ottria
Attrezzista Mara Giordo
Direzione tecnica Roberto D'Aversa
Assistente ai costumi Marta Balduinotti
Sarte Rocio Orihuela e Viviana Bartolini
Stage Giulia Degiovanni
produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse