RESISTERE E CREARE XII EDIZIONE REC26

SPAZIO/SPACE

Dal 06/02/2026 al 25/11/2026

Direzione artistica Marina Petrillo
Con Katarzyna Gdaniec, Lara Guidetti, Natalia Vallebona, Valentina Barone
A cura di Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse

Time and space are not conditions of existence, time and space are models for thinking.  Albert Einstein

Dance is a movement in space and time. Merce Cunningham

Parlami dell'esistenza di mondi lontanissimi
Di civiltà sepolte, di continenti alla deriva
Parlami dell'amore che si fa in mezzo agli uomini
Di viaggiatori anomali in territori mistici, di più”
da No Time No Space, F. Battiato
 

La rassegna internazionale di danza contemporanea Resistere e Creare nel 2026 esplora il concetto di spazio come dimensione viva, esperita e condivisa. Lo spazio non è solo un luogo fisico, ma un ambiente in cui il corpo, la percezione e la creatività si intrecciano: lo abitiamo, lo pervadiamo, lo trasformiamo con il movimento e la presenza. Come scrive Maurice Merleau-Ponty, “il nostro corpo non si trova nello spazio come le cose; lo abita o lo pervade. Si applica allo spazio come una mano a uno strumento”.

Lo spazio contemporaneo vive una profonda riconfigurazione filosofica, dove i confini tra pubblico, privato e digitale non sono più separati, ma si intrecciano in una dimensione ibrida e porosa. Questa  porosità trasforma il soggetto contemporaneo in un'entità costantemente "esposta", dove l'intimità diventa esteriorità. D’altra parte la concezione tradizionale di spazio come "centro unitario" legato a un territorio è sostituita da una mobilità virtuale accelerata. L'identità non si definisce più solo nel luogo fisico, ma attraverso un network relazionale digitale che prescinde dalla vicinanza geografica/fisica/relazionale.

Eppure il concetto occidentale di spazio, quello con cui siamo cresciuti, è un concetto puramente relazionale “lo spazio è quella cosa di cui parliamo quando ci chiediamo dove sono le cose che localizziamo nei termini di ciò che ci sta intorno” e in relazione “al tempo” da cui/in cui stiamo osservando.

E in questo momento, mentre stiamo osservando, siamo  immersi  in un flusso costante di  informazioni che ci sommergono: le tensioni internazionali le guerre che minacciano la stabilità globale, l’abbassamento del livello culturale, dominato da superficialità, disinformazione e fanatismo, le crisi economiche e i cambiamenti climatici, un progressivo impoverimento del pensiero a favore di una sempre più marcata polarizzazione tecnologica che ci permette di assistere comodamente da casa nostra, nel nostro benessere eurocentrico, alla morte in diretta di migliaia di persone.

E’ arrivato il momento di attivare un nuovo modello di pensiero in cui lo spazio non sia un luogo da espropriare, invadere, consumare, distruggere, ma uno spazio da osservare e da accogliere, in cui semplicemente stare.

Marina Petrillo

L'illustrazione di ReC26 è realizzata da Valeria Petrone.

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