Fondato a Genova nel 1975 da Tonino Conte, da Emanuele Luzzati e Aldo Trionfo, il Teatro della Tosse, oggi Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, è un’istituzione culturale costituita da persone mosse dalla passione per l’arte in tutte le sue forme e dall’attenzione al contemporaneo.
Teatro di Rilevante Interesse Culturale, unico della Liguria, la Fondazione produce, ospita e promuove l’arte teatrale e le arti performative, accogliendo istanze e stimoli culturali e sociali dal territorio e dallo scenario nazionale e internazionale.
Abbracciando il nuovo con libertà, l’attività della Fondazione si rivolge a un pubblico eterogeneo, porta il teatro in ogni luogo e contribuisce alla vita sociale, culturale e politica, facendo dell’arte uno strumento di inclusione e stimolo alla creazione.
IL TEATRO DELLA TOSSE È
UNO STILE: abbiamo una storia e una tradizione che ci hanno resi ciò che siamo e ci indirizzano verso il futuro, uno stile Tosse che parla di noi.
ECLETTICO: facciamo teatro in tutte le sue forme e in ogni luogo, ma anche mostre, incontri letterari, festival, rassegne musicali, concerti.
POPOLARE: ci rivolgiamo e dialoghiamo con un pubblico di ogni età e tipo.
CORAGGIOSO: siamo in ascolto e osserviamo quel che accade intorno a noi, nel mondo artistico e nella società, accogliendo il cambiamento con lucida follia.
VISIONARIO: costruiamo mondi insoliti, immaginari, sorprendenti, divertenti e attraversiamo il presente con curiosità e fiducia.
È da più di quarant’anni che il Teatro della Tosse affronta con leggerezza e rigore un gioco molto serio come il teatro. Il gioco ci ha permesso di infrangere gli schemi e di portare il teatro dove non era immaginabile portarlo: dalla sgangherata saletta in Salita della Tosse del 1975 alla comoda multisala (la prima in Italia!) che ci ospita dal 1986, la testarda giocosità della Tosse ha portato il teatro negli spazi del manicomio di Quarto, tra le rovine di Forte Sperone, nell’archeologia industriale dell’ex Ansaldo o a farsi lambire dal vento sugli scogli della diga foranea.
Un gioco che ha scritto un pezzo importante della storia del teatro a Genova. Un teatro fatto con le mani, costruito pezzo per pezzo tra falegnameria, sartoria e laboratori. Gioco e artigianato. Per questo motivo abbiamo scelto di festeggiare i nostri primi quarant’anni con un libro d’arte tutto da giocare con le mani.
Il libro è realizzato in collaborazione con Studio Firma, l’agenzia di comunicazione fondata nel 1956 da Dario
Bernazzoli, Marco Biassoni, Flavio Costantini ed Ettore Veruggio che da oltre cinquant’anni rinnova il concetto di grafica a Genova.
Il libro è diviso in cinque sezioni principali, che raccontano le cinque grandi migrazioni/evoluzioni vissute dal Teatro della Tosse nella città: la Preistoria alla Borsa di Arlecchino e al Centro Universitario Teatrale, in pieno ‘68, le Origini in Salita della Tosse, la Casa del mondo con le grandi compagnie internazionali al Teatro Alcione, la nuova sede nel cuore del centro storico al Teatro di Sant’Agostino, il presente della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse.
Questo libro celebra i cinquant’anni del Teatro della Tosse, un anniversario che per Emanuele Conte, che ne firma la prefazione, coincide con il suo commiato e la messa in scena dell’ultimo “Ubù re”, l’irriverente simbolo del Teatro disegnato da Emanuele Luzzati.
La storia della Tosse e quella di Ubù sono indissolubili: messo in scena da Tonino Conte nel 1975 per battezzare il
neonato teatro, il personaggio è diventato un “santino grottesco e necessario” che ha protetto e ispirato la sua missione.
Dal 2006, Conte ha lottato per salvare il teatro dal fallimento, riuscendo a trasformarlo in un “luogo di resistenza
poetica, di visione e di libertà” grazie a un pubblico fedele. Il cinquantesimo autunno darà il via a un vasto
programma di eventi che accompagnerà la Tosse fino alla primavera 2026, con mostre, nuove produzioni, ospiti
internazionali e progetti in collaborazione con Regione Liguria e Comune di Genova.
Sarà un viaggio nella storia del teatro, con lo sguardo rivolto al futuro e ai grandi cambiamenti che hanno segnato la vita del Teatro e della città.