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28/10/2026

Bambu è un progetto di Roberto Castello che costruisce relazioni culturali tra Italia e Africa subsahariana a partire da un principio di collaborazione concreta, reciproca e non gerarchica. Più che una vetrina, è uno spazio di incontro tra artisti, programmatori e contesti, nato per far emergere la vitalità della scena africana contemporanea e creare connessioni durature tra pratiche, visioni e istituzioni. Per questa seconda edizione, BAMBU presenta tre brevi assoli firmati da tre autrici dell’area equatoriale africana — Linda Sarki Johnson (Nigeria), Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo), Diana Odhiambo (Kenya) che, da prospettive diverse, interrogano l’universo sociale e simbolico del femminile, mettendo in tensione tradizione e cosmopolitismo, memoria e trasformazione. 

In MAHAKA, assolo coreografato e interpretato da Linda Sarki Johnson, il corpo si fa luogo di emancipazione e reinvenzione. Il titolo, che in lingua Irigwe significa “libertà”, annuncia un percorso di liberazione dai vincoli della tradizione per aprirsi a nuove possibilità di movimento, espressione e autoaffermazione. Radicato in una pratica improvvisativa profondamente connessa alle matrici africane del gesto e del ritmo, il lavoro trasforma interferenze, distrazioni e rotture del flusso in materiale creativo, fino a far emergere una danza che celebra l’individualità come atto di resistenza e scoperta di sé.

Con KIZAZI, Stéphanie Mwamba costruisce una danza di memoria, trasmissione e metamorfosi, in cui la tradizione congolese dialoga con pratiche coreografiche contemporanee. Il corpo diventa qui archivio vivente, attraversato da tracce ancestrali, cicli vitali, emozioni sepolte e genealogie femminili. È un lavoro intimo e rituale, che guarda al grembo come luogo di memoria e matrice creativa, e alla danza come strumento di riconnessione con una forza originaria, organica, tellurica.

In THIN LINE, Diana Odhiambo parte dalla propria esperienza di una delle pochissime danzatrici contemporanee attive a Kisumu, in Kenya, per dare corpo a un lavoro insieme personale e politico. Attraverso l’intreccio di movimento, testo, musica e voce, il solo porta alla luce le storie spesso taciute delle madri africane e le lotte che continuano a risuonare nei corpi delle loro figlie, cercando un equilibrio fragile ma necessario tra decolonizzazione e conservazione del patrimonio culturale, tra ferita individuale e memoria collettiva.


Programmazione

Giorno Orario Prezzo da
Mercoledì 28/10/2026 20:30 € 8,00 Acquista
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