Il donatore

Il donatore

In una sera di pioggia, una donna incinta bussa alla porta di un uomo che non aspettava nessuno. Imbarazzo, silenzi, parole sbagliate. Quale relazione li lega? 

 Il donatore è un testo teatrale a due voci che si svolge nell’arco di un pomeriggio, in uno spazio sospeso e provvisorio, attraversato dalla musica di una collezione di vinili.

L’incontro è tra un uomo e una giovane donna incinta: lui ha donato il proprio seme molti anni prima, lei è una delle figlie nate da quella scelta e ha deciso di cercarlo. Non per reclamare qualcosa, ma per interrogare la propria origine nel momento in cui sta per diventare madre.

Il testo affronta il tema della donazione come gesto umano carico di conseguenze simboliche. Donare è stato un atto di generosità o di egoismo? È possibile aiutare senza assumersi responsabilità relazionali? Esiste davvero una separazione netta tra biologia e legame? Attraverso un dialogo serrato, ironico e a tratti conflittuale, Il donatore mette in crisi le categorie di padre, famiglia, verità, normalità, mostrando quanto siano fragili quando vengono attraversate dalle vite reali.

La musica attraversa tutto il testo. I vinili – dal rock degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta fino alle sonorità più contemporanee – diventano il terreno su cui si misurano le epoche, le illusioni, le sconfitte e le eredità. La storia privata si allarga progressivamente a una riflessione collettiva: ogni generazione giudica la precedente, ogni generazione si sente tradita, eppure qualcosa resiste, si trasmette in forme impreviste.

Al centro del testo c’è una domanda radicale: cosa resta quando cade l’idea della famiglia tradizionale? Il donatore non offre risposte rassicuranti, ma apre uno spazio di complessità.

Il donatore è un testo che interroga il nostro presente, mettendo in scena la crisi delle figure tradizionali senza nostalgia, con ironia, ferocia e tenerezza. Un dialogo sull’origine, sulla verità e sul desiderio, che parla di genitorialità senza padri ideali e di figli che non cercano più un’autorità, ma una storia da poter raccontare e riscrivere.