21/10/2026
La Claque
Il documentario racconta l’avvento del fascismo in Russia attraverso la liquidazione di Memorial, la più antica organizzazione non governativa del Paese, e la repressione dei suoi fondatori e membri alla vigilia e durante l’invasione russa dell’Ucraina.
Il film si apre davanti alla Pietra delle Solovki a Mosca. Il difensore dei diritti umani Oleg Orlov e riflette su come il monumento sia diventato non solo un luogo della memoria per le vittime del terrore sovietico, ma anche un luogo in cui i nomi degli odierni prigionieri politici vengono pronunciati ad alta voce accanto a quelli delle vittime di Stalin. Seguono immagini d’archivio della cerimonia annuale «Il ritorno dei nomi», durante la quale le persone leggono i nomi dei propri familiari giustiziati nel corso del Grande Terrore. Tra i partecipanti c’è anche il leader dell’opposizione Alexei Navalny.
Mentre la Corte Suprema russa ordina lo scioglimento di Memorial, i sostenitori riuniti davanti al tribunale in segno di solidarietà con l’organizzazione vengono fermati dalla polizia e incarcerati. Nel frattempo, il prezioso archivio di Memorial – che documenta le repressioni staliniane, i dissidenti sovietici e gli esecutori del terrore politico – viene evacuato in segreto, prima che l’organizzazione dia l’addio alla propria sede di Mosca, confiscata in seguito alla decisione del tribunale.
L’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia si svolge attraverso gli occhi dei membri di Memorial. Durante la conferenza stampa dell’organizzazione nel primo giorno di guerra, l’avvocato Ilya Novikov interviene in collegamento video da Kyiv, mentre la città è sotto i bombardamenti russi.
Poco dopo, Oleg Orlov si reca sulla Piazza Rossa con un cartello contro la guerra e contro il fascismo, dove lui e Irina Galkova, collaboratrice di Memorial, vengono arrestati. In seguito, la polizia fa irruzione nella sede di Memorial: le forze di sicurezza, mascherate, bloccano l’edificio e sequestrano tutti i computer. Quando, a tarda notte, il personale riesce finalmente a rientrare, trova gli uffici messi a soqquadro e le pareti imbrattate con la lettera «Z».
Memorial riceve il Premio Nobel per la Pace. Dopo la cerimonia, Oleg Orlov sale sul palco e lancia un appello a sostenere l’Ucraina senza esitazioni.
Dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace, Oleg Orlov viene processato con l’accusa di «aver screditato le forze armate russe». Durante il processo viene a sapere della morte in carcere di Alexei Navalny. Nonostante l’evidente minaccia alla sua libertà – e alla sua stessa vita – Orlov continua a rimanere fermo nelle proprie convinzioni. Si presenta in tribunale per la pronuncia della sentenza e viene condannato al carcere.
Durata 60 minuti
Taisiya Krugovykh e Vasily Bogatov sono registi e videoartisti, membri del collettivo artistico Go- gol’s Wives. Collaborano dal 2011. I loro lavori si concentrano sulla resistenza politica, i diritti umani, la memoria storica e l’arte contemporanea. Come registi collaborano con organizzazioni non governative e istituzioni culturali in tutta Europa. Il loro cinema si avvicina al direct cinema, poiché mira ad aderire il più possibile alla realtà osservata.
A causa delle persecuzioni subite da parte delle autorità russe, Taisiya e Vasily sono stati costretti all’esilio e vivono in Francia dal 2022.
Un film di Taisiya Krugovykh e Vasily Bogatov